Oltre a quelle che rientrano nelle normative CE sul mercato esistono anche e-bike con una potenza a rotazione sino a 350 watt e una velocità massima di supporto fino a 45 chilometri orari. Si tratta delle cosiddette S-Pedelec, ossia “Speed Pedelec”.

In Italia e in tutti i Paesi dell’Unione europea, fino all’inizio del 2017 queste bici non erano disciplinate, e il loro utilizzo sulle strade pubbliche non era legale. Il vuoto normativo è stato risolto a gennaio del 2017, da quando tutte le bici con potenza nominale continua o netta massima ≤1000 watt, e in genere quelle con limitazione superiore ai 25 chilometri orari sono considerati alla stregua dei ciclomotori a due ruote.

È per questo che chi le acquista è obbligato a targarle, assicurarle e in più deve pagare la tassa di circolazione. Aggiungiamo che le S- Pedelec devono obbligatoriamente avere lo specchietto retrovisore, devono disporre di un sistema di illuminazione anteriore e posteriore e impongono all’utilizzatore di indossare il casco (anche se in questo caso ancora non si è capito di quale tipo… ).

Il Tuning sulle biciclette elettriche è proibito.

Per questo motivo la maggior parte dei produttori che avevano in catalogo S-Pedelec hanno fatto dietrofront, proprio per via dei troppi oneri e tasse collegate che rendono poco appetibile un prodotto del genere. In più, ma qui valichiamo il confine della legalità, molti utenti sanno bene che modificare la limitazione dei 25 chilometri orari sulle Pedalec è un gioco da ragazzi: in commercio esistono molti dispositivi che consentono di modificare il limite del sensore di velocità spostandolo oltre i 25 chilometri orari in cui il motore “stacca”, consentendo dunque alla bici di viaggiare a medie decisamente superiori. Insomma, un modo molto semplice per eludere il limite dettato dai produttori e dalla legge, che in realtà comporta un aggravio pesante di responsabilità in caso di infortunio o di incidente.

Le operazioni di “tuning” sulla propria bici elettrica fanno passare l’utente automaticamente dalla ragione al torto più assoluto, senza la possibilità alcuna di essere risarciti, anche nel caso in cui la responsabilità dell’eventuale incidente sia di altri e anche nel caso in cui noi fossimo la vittima. Insomma, per mantenere la certificazione CE ogni Pedelec dovrà essere mantenuta assolutamente inalterata nella sua componentistica e nelle sue caratteristiche, questo sia per rimanere in un ambito di legalità, sia per rivalersi sul costruttore per le garanzie, sia per l’eventuale responsabilità civile in caso di incidenti.

fonte: https://www.viagginbici.com/e-bike/